I Bollettini dei Musei Civici

I Bollettini dei Musei Civici

1. Bollettino 2020

Pubblicato il primo numero della nuova serie del Bollettino, una pubblicazione fondamentale per l’aggiornamento scientifico degli Istituti della Cultura della Città di Treviso, con lo scopo di evidenziare la consistenza, il valore e la vitalità del patrimonio artistico cittadino.
Lo strumento editoriale riprende l’appassionante e tradizionale proposta di approfondimento sui poli museali, risalente addirittura al 1888, ad opera di Luigi Bailo, in una versione ricca e innovativa, a disposizione di tutti gli utenti che possono così scaricarla in formato digitale direttamente dal sito dei Musei per approfondire le attività di studio, ricerca e aggiornamento sulle collezioni.

Studiosi e operatori culturali avranno a disposizione contributi aggiornati, per favorire una sempre migliore conoscenza del territorio e una adeguata formazione scientifica.

Nel primo numero i lettori potranno trovare la presentazione degli inediti affreschi ritrovati al Museo Bailo durante i lavori di restauro del complesso attualmente in corso. Si tratta di affreschi salvati da Luigi Bailo e provenienti da casa De Gobbis in Calmaggiore, da palazzo Rover in piazza San Leonardo e dalle demolite prigioni. Anche un secondo saggio prende le mosse da un altro restauro intrapreso dal Comune su due statue lignee con Santa Caterina e san Domenico conservate nei depositi, e ritenute fino a quel momento di ‘poca importanza’. Gli studi svolti in tale occasione hanno permesso di eseguire studi approfonditi grazie ai quali è si è giunti all’attribuzione delle sculture a Giovan Battista Auregne e alla datazione tra 1637 e il 1642. Non mancano saggi sull’arte moderna e contemporanea con la presentazione di tele inedite di Gino Borsato e di uno dei più importanti artisti veneti del ‘600, Antonio Zanchi, con un Autoritratto intenso ed espressivo.
Il Bollettino, che già nel titolo ha l’ambizione ci comprende studi relativi a tutti gli Istituti della Cultura della Città, dedica alcuni saggi al patrimonio librario, in particolare presentando alcuni tra i più importanti codici danteschi. Questi assieme all’articolo dedicato alle incisioni della Commedia - edizione Zatta del 1757 - del trevigiano Gaetano Zompini, costituiscono quasi un omaggio in vista del centenario dantesco del 2021.
Non manca in questo numero una ulteriore curiosità questa volta su Giovanni Comisso, frutto anche del lavoro di riordino del Fondo civico recentemente avviato: un contributo sulle edizioni postillate dall’autore.
La pubblicazione si completa con un puntuale resoconto sui restauri portati a termine nell’ultimo biennio (quasi 100 opere restaurate tra cui il ciclo di Otinel, 30 opere di Nino Springolo, 60 manufeatti lignei, 2 opere di Achille Funi, una preziosa tavola del XIV secolo) e sulle acquisizioni (quasi di 109 opere, tra cui il nucleo più consistente è rappresentato dalle 76 opere del lascito Perraro Coletti), e infine le mostre “Natura in Posa” e la prossima di "Renato Casaro: Treviso, Roma, Hollywood".

Scarica qui il primo numero del Bollettino dei Musei Civici di Treviso

2. Bollettino 2021

Il secondo numero del Bollettino si apre con la sezione Mostre dedicata al maggiore artista trevigiano del rinascimento, Paris Bordon, e al genio di Antonio Canova, anticipando alcune sorprendenti novità. È poi la volta del dipinto del Doge Francesco Erizzo, capolavoro in esposizione a Santa Caterina grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, che sottolinea con la sua presenza anche il generale auspicio di superamento dell’attuale situazione pandemica ricordando come l’elezione di Erizzo corrispose proprio con la fine della grande peste, nel 1631. Tra i saggi dedicati alle collezioni museali trevigiane, troviamo l’approfondita riflessione in ambito archeologico dedicata alle attestazioni più antiche dell’origine della Città, seguita da un aggiornamento a margine della crocifissione di Jacopo Bassano, per passare al ritrovamento del testamento di Francesco da Campolongo sul nonno di Giorgione, e, nell’Archivio di Stato di Vicenza, di un interessante documento risalente al 1739 sulla famiglia Piranesi. Strettamente collegato alla formazione delle collezioni cittadine è, ancora, il saggio che indaga nel dettaglio la figura di Margherita Grimaldi Prati, la cui significativa donazione di opere a Treviso coincide con la nascita della prima raccolta d’arte cittadina. Una lettura inedita della tela in collezione Antonio Loredan assediato a Scutari di Vincenzo Giacomelli, ricostruisce nel dettaglio la vicenda dell’opera e suoi significati, rivelando inaspettati collegamenti storici e una più completa interpretazione delle vicende sottese. Dall’Ottocento si passa al secolo breve con l’inedita corrispondenza di Margherita Sarfatti ad Alberto Martini nella fase cruciale della formazione dell’estetica della fondatrice di Novecento e dell’opera simbolista dell’artista trevigiano, rivelatoria di una iniziale condivisione poi disattesa e dell’inedita presenza amicale dell’”altro” Martini, Arturo. Seguono quindi, come di consueto, i dettagli sulle acquisizioni museali, con un approfondimento dedicato alle opere dantesche di Tono Zancanaro, alcune delle quali esposte nella mostra Treviso Viaggio dantesco al Museo Bailo. Con i resoconti delle manutenzioni e dei restauri, tra i quali spicca il recupero del gesso del Tito Livio di Arturo Martini.
Il numero si chiude con un breve resoconto delle mostre succedutesi presso i Musei Civici nel 2021.

Scarica qui il secondo numero del Bollettino dei Musei Civici di Treviso

 

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