Ex chiesa - Affreschi

Gli affreschi dell'ex chiesa di Santa Caterina costituiscono una delle più interessanti antologie di pittura murale medievale in Veneto.

Il favore subito incontrato dai frati Serviti, giunti in città nel 1346, attirò la generosità di numerosi e spesso facoltosi benefattori: è probabile infatti che l’esecuzione di queste pitture, di evidente carattere devozionale, fosse originariamente in relazione con sepolture e offerte votive.

Nel restauro della chiesa del 1590 essi furono picchiettati per rendere aderente alla loro superficie il nuovo intonaco, destinato a celarli per quasi quattro secoli, fino alla loro riscoperta nel 1944 (v. il complesso di Santa Caterina).Particolare dell'affresco attribuito a Gentile da Fabriano

La maggior parte degli affreschi, eseguiti tra la seconda metà del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, si concentra soprattutto sulla parete destra, con un percorso anche cronologico che inizia dalla zona absidale e prosegue verso la facciata.

Tra le raffigurazioni di epoca trecentesca, si segnala quella di Santa Caterina d’Alessandria che sostiene con la mano il modellino della città di Treviso, rappresentata fedelmente con i suoi edifici ed elementi urbanistici principali: le mura, la torre civica, il Duomo sormontato dal vessillo di San Marco, nonché la chiesa stessa di Santa Caterina. La Santa e i cittadini affacciati dalle mura si rivolgono verso destra dove, in un ulteriore riquadro oggi molto lacunoso, era raffigurata la Madonna dell’Umiltà, la cui protezione sulla città era invocata in occasione di eventi minacciosi o calamità ignote.

Il gruppo di affreschi quattrocenteschi, di eccezionale finezza esecutiva, vivacità e splendore cromatico, rappresenta una delle più alte testimonianze del tardo gotico veneto. Tra le figure di maggiore delicatezza si segnala la Madonna col BambinoSoffitto della Cappella degli Innocenti, con a lato San Giovanni Battista, attribuita a Gentile da Fabriano o ad uno dei suoi allievi, forse Pisanello.

II Quattrocento vide l'aggiunta al corpo della chiesa di cappelle gentilizie, di cui oggi rimane soltanto la bellissima Cappella degli Innocenti, a due campate, sulle cui volte a crociera sono raffigurati i quattro Dottori della Chiesa e i simboli degli Evangelisti. Sulle pareti, riquadri con storie di Maria e dell'infanzia di Gesù, culminanti sulla parete di fondo con la grande, drammatica Crocifissione. Sotto, San Sebastiano.
Le pitture, databili intorno al 1430, sono attribuite a due diversi maestri, ciascuno con proprio collaboratore. L'artista maggiore, autore tra le altre scene, della Crocifissione e della strage degli Innocenti, viene convenzionalmente denominato appunto Maestro degli Innocenti.

Le "Storie di Sant'Orsola"

L'ex chiesa di Santa Caterina ospita anche i telai con gli affreschi staccati delle celebri Storie di Sant' Orsola di Tomaso da Modena, uno dei capolavori assoluti dell'arte italiana del Trecento, la cui esecuzione risalirebbe al 1355-58. Furono scoperti nel 1883 dall'abate Luigi Bailo in una cappella della chiesa trevigiana di Santa Margherita degli Eremitani. Si trattava di una chiesa già sconsacrata, adibita a stalla e maneggio militare, di cui si era iniziata la parziale demolizione. Bailo, fra l'incomprensione e l'indifferenza generali, con pochissimi mezzi a disposizione e attuando empiricamente la tecnica dello stacco, riuscì miracolosamente a salvare pressoché integralmente il capolavoro di Tomaso, trasferendo l'intonaco dipinto su telai lignei mobili. Riuscì così a portare l’intero ciclo delle Storie di Sant'Orsola al sicuro nel museo, assieme ad altre pitture della stessa chiesa, per un totale di ben 120 metri quadrati di affresco staccato.

Nella cappella originaria i riquadri affrescati si disponevano sulle pareti laterali e su quella di fondo, sopra l’altare. I riquadri narrativi del ciclo, disposti a coppie, erano raggruppati sulle due pareti laterali in tre registri sovrapposti, anche se l’ultima scena, quella con la rappresentazione del Martirio, occupava da sola uno spazio doppio nella parte inferiore della parete destra. Le scene, seguendo il testo della popolare Legenda Aurea di Jacopo da Varagine (1228-1298), narrano la vicenda di Orsola, figlia cristiana del re di Bretagna che, chiesta in sposa per il figlio pagano del re d'Inghilterra, accettò il matrimonio a condizione che il principe si battezzasse e che lei potesse prima recarsi in pellegrinaggio a Roma assieme ad undicimila vergini compagne. Da qui il corteo, a cui si era unito anche Papa Ciriaco, ispirato in sogno, raggiunse Colonia, allo scopo di convertire gli Unni che occupavano la città. Orsola, avendo rifiutato di concedersi al principe unno, fu martirizzata assieme al Papa e alle vergini compagne.

I soggetti rappresentati nei singoli riquadri sono:

  • L'invio degli ambasciatori del re d'Inghilterra.
  • Gli ambasciatori presso il re di Bretagna, padre di Orsola.
  • Commiato di Orsola dalla madre.
  • Battesimo del principe d'Inghilterra.
  • Navigazione verso Roma.
  • Incontro di Orsola con il Papa.
  • Sogno del Papa.
  • Rinuncia del Papa al soglio pontificio.
  • Partenza da Roma.
  • Ritorno verso Colonia.
  • Martirio di Orsola e delle 11.000 vergini.

I singoli riquadri erano incorniciati da fasce a scomparti geometrici e fregi vegetali. Alla sommità dei due raggruppamenti, due scomparti in forma di lunette ogivali raffiguravano la Madonna annunziata e l’Angelo annunziante, dei quali si conserva solo il primo. Sulla porzione di parete sopra l’altare, stretta tra due alte finestre a lancia, era posto lo stretto riquadro con Sant’Orsola e le compagne in gloria.

La drammatica storia è resa dal pittore con viva partecipazione, descrivendo attentamente i profili femminili, le pose, i particolari dell'abbigliamento e dell'ambientazione. I vari protagonisti sono resi fin nei loro risvolti psicologici, attraverso la mimica facciale e delle mani, con un'efficacia narrativa dai toni molto coinvolgenti.

Vi sono poi altri affreschi provenienti da Santa Margherita, staccati nelle stesse circostanze, anch'essi riconducibili allo stretto ambito di Tomaso.

Vai alla visita virtuale .